L'ITALIA E L'EFFICIENZA ENERGETICA
Il Piano europeo “20-20-20” comporta entro il 2020 la riduzione del 20% dei gas ad effetto serra (rispetto ai livelli del 2005), la riduzione dei consumi energetici del 20% attraverso un pari incremento dell''efficienza energetica, il soddisfacimento del 20% del nostro fabbisogno energetico complessivo mediante energie rinnovabili.
Taglio delle vendite dell''1,5% l''anno per le aziende fornitrici di energia e obbligo legale per il settore pubblico di acquistare solo edifici, prodotti e servizi a basso consumo energetico, sono alcune misure presentate dalla Commissione Europea, che gli stati membri dovranno applicare per raggiungere l''obiettivo della riduzione dei consumi energetici.
Secondo gli studi di McKinsey in Europa si potrebbe risparmiare molta energia , pari al 15% della domanda complessiva e più del consumo di tutta l’Italia. Tutto ciò è facilmente realizzabile grazie a piccoli investimenti di ritorno come l''utilizzo di motori elettrici più efficienti nell''industria e un migliore isolamento degli edifici residenziali. Sempre McKinsey sottolinea come nei prossimi dieci anni la necessità di energia (gas incluso) di un nuovo edificio potrebbe ridursi fino al 90%, mentre per edifici già esistenti la diminuzione potrebbe arrivare al 45%. La tecnologia sarà di grande aiuto in questa direzione: finestre in polimero, impianti di condizionamento con “nano materiali” e l’implementazione di sistemi di micro-generazione (pannelli solari, microturbine, mini-geotermia) potranno apportare ai nuovi edifici un risparmio energetico del 55%.
Su queste prime indicazioni, cui seguiranno specifiche direttive comunitarie, l’Italia ha messo a punto negli ultimi anni una notevole serie di incentivi sia rispetto alle fonti rinnovabili che rispetto all’efficienza energetica. In particolare per la promozione delle fonti rinnovabili è stato messo a punto il meccanismo dei Certificati Verdi, della Tariffa onnicomprensiva e del Conto energia, mentre all’efficienza energetica sono dedicati i Certificati Bianchi e un ricco ventaglio di detrazioni fiscali per gli interventi sugli edifici esistenti, noti come Detrazioni 55%.
Tuttavia ci si domanda: perchè, se gli interventi di efficienza energetica sono convenienti e fanno anche gudagnare, cittadini ed imprese non li realizzano? Un’indagine del Sole 24 Ore sui consumi finali dei cittadini ha spiegato i motivi di questo ritardo: cittadini ancora molto restii sulla cifra da esborsare inizialmente e caratterizzati da una visione di breve periodo dell’investimento, troppi edifici statali tra i più costosi da un punto di vista “energetico” (chi può fronteggiare i costi di ristrutturazione?) ma soprattutto mancanza di un’adeguata informazione su queste tematiche.
C’è la necessità dunque di un grande impegno collettivo nel diffondere al più presto una cultura “energetica” che, oltre agli incentivi, deve promuovere campagne di informazione, prevedere l''obbligo, almeno per i grandi utenti, di procedere alle diagnosi energetiche e diffondere procedure utili come le norme tecniche ISO 50001 sui sistemi di gestione dell''energia.

